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	<title>Action Autonome</title>
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	<description>Action Autonome a gruppo autonomo da Svizzera romanda.</description>
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		<title>Elementi per un appello combattivo contro il WTO</title>
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		<description>A la fine di quest'anno si terr&#224; &#224; Ginevra la settima sessione de la conferenza ministeriale del WTO/OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio). Dieci anni dopo Seattle, che aveva visto nascere il movimento anti-globalizzazione, l'evento sar&#224; l'occasione per i potenti di questo mondo di ricominciare le negoziazioni sul Ciclo di Doha per cercare di rincollare i pezzi di un capitalismo sfiancato dal terremoto finanziario dell'ottobre 2008. L'obiettivo &#232; sempre lo stesso, si tratta di favorire il (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;A la fine di quest'anno si terr&#224; &#224; Ginevra la settima sessione de la conferenza ministeriale del WTO/OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio). Dieci anni dopo Seattle, che aveva visto nascere il movimento anti-globalizzazione, l'evento sar&#224; l'occasione per i potenti di questo mondo di ricominciare le negoziazioni sul Ciclo di Doha per cercare di rincollare i pezzi di un capitalismo sfiancato dal terremoto finanziario dell'ottobre 2008. L'obiettivo &#232; sempre lo stesso, si tratta di favorire il libero scambio e di attivare la circolazione delle merci con tutte le conseguenze deleterie che conosciamo: delocalizzazione, messa al bando delle persone e delle collettivit&#224; non abbastanza &#8220;svendibili&#8221;, arricchimento dei pi&#249; ricchi, aumento dell'inquinamento, distruzione massiccia delle materie prime non rinnovabili e della natura.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In questa occasione tutto quello che produce la militanza ai quattro angoli del mondo converge nel tradizionale percorso di lamentele. Il folklore protestatario tenta bene o male di riunirsi per pronunciare i suoi tradizionali reclami. Dopo questi dieci anni di altermondialismo il quadro non &#232; pi&#249; confortante, in quattro parole: la paralisi &#232; totale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Eppure questi dieci ultimi anni hanno visto un accumularsi di ragioni per rivoltarsi, ma la desolazione della militanza si accompagna ad un deserto intellettuale. Guardiamo le cose in faccia: &#8220;l'alternativismo&#8221; non pu&#242; rispondere a la miseria. Non esiste nessuna alternativa dentro al capitalismo, sola la Distruzione ha una prospettiva. Oltre a integrare i metodi di gestione dei responsabili del disastro, gli altermondialisti, a ben vedere, non si oppongono alla &#8220;governance&#8221; mondiale. Un'organizzazione del commercio dal volto mano non porrebbe loro alcun problema. Agiscono come una forza di conciliazione in seno all'attuale societ&#224;. I settori sindacali partecipano a l'&#8221;appassimento&#8221; sociale: i settori politici sono la cauzione democratica del sistema, la &#8220;sana opposizione&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I sindacati, i partiti di sinistra e gli ambienti associativi hanno quello che si potrebbe chiamare un partnerariato sociale con lo Stato. Le prestazioni sociali e altre sovvenzioni che que consentent les nantis fanno parte delle misure di &#8220;appassimento&#8221; sociale che hanno distrutto ogni forma di contestazione. Siamo ben indirizzati per condurre la nostra piccola vita anestetizzata. La &#8220;sinistra&#8221; si fa direttamente co-gestionaria della crisi: insomma una specie di contro-rivoluzione permanente contro ogni possibilit&#224; di emancipazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;A l'opposto un spettro spaventa/inquieta l'Europa: l'autonomia. Una constatazione s'impone: da Genova e Rockstock a Strasburgo, l'altermondialismo si spegne ma il movimento radicale &#232; in pieno sviluppo. E' che noi non cerchiamo, episodicamente, di fare degli interventi spettacolari che ci serviranno in una negoziazione. Al contrario, siamo parte integrante della guerra generalizzata e costante che lo Stato e il Capitale fanno contro i poveri e gli sfruttati. Ci evolviamo tutti i giorni in un ambiente in guerra. Una guerra diffusa dove ogni individuo &#232; un attore e una vittima. Accettare la pacificazione condotta dai co-gestionari della &#8220;sinstra&#8221; &#232; accettare la nostra impotenza. Dobbiamo marcare la rottura con l'ordine stabilito: nessun dialogo, nessuna rivendicazione. Del vecchio mondo non possiamo che fare tabula rasa. Combatterlo per non cadere. Non sfuggirgli, ma affrontarlo per non subirlo pi&#249;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Vi chiamiamo a partecipare massicciamente alla grande manifestazione del 28 novembre a Ginevra e cercheremo insieme di inceppare la macchina del WTO. Un centro di convergenza sar&#224; allestito a partire dal 27 novembre fino al 2 dicembre, cos&#236; come alloggio, servizio medico, un media-center indipendente e un supporto legale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Al di l&#224; dell'immediatezza del momento, questa convergenza deve portare a dei nuovi rapporti di forza su scala internazionale. In uno spirito di organizzazione accresciuta dei gruppi radicali in Europa e altrove. Per cancellare la separazione effettiva tra teoria e pratica, vi invitiamo a condividere le vostre conoscenze, reti e contatti in seno a un forum per l'autonomia, domenica 29 novembre.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Manifestazione contro il capitalismo e il suo Forum Economico Mondiale</title>
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		<dc:date>2009-01-08T12:37:28Z</dc:date>
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		<description>Sabato 31 gennaio a Ginevra, 14h00, rue du Mont Blanc. &lt;br /&gt;Nel momento in cui la crisi dei subprime scuote il mondo intero e colpisce il capitalismo nella sua totalit&#224;, facendo cos&#236; precipitare gli Stati Uniti d'America e l'Europa nella recessione, mentre sono i popoli attualmente a pagare la fattura del capitalismo, l'&#233;lite economica e politica si &#232; data ancora una volta appuntamento a Davos dal 28 gennaio al 1&#176; febbraio 2009. Secondo Klaus Schwab, fondatore e presidente del Wef, il 39esimo Forum (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Sabato 31 gennaio a Ginevra, 14h00, rue du Mont Blanc.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;span class='spip_document_200 spip_documents spip_documents_right' style='float:right; width:212px;' &gt;
&lt;img src='http://www.autonome.ch/local/cache-vignettes/L212xH600/affiche_contrewefw-ededf.jpg' width='212' height='600' alt=&quot;&quot; style='height:600px;width:212px;' class='' /&gt;&lt;/span&gt;Nel momento in cui la crisi dei subprime scuote il mondo intero e colpisce il capitalismo nella sua totalit&#224;, facendo cos&#236; precipitare gli Stati Uniti d'America e l'Europa nella recessione, mentre sono i popoli attualmente a pagare la fattura del capitalismo, l'&#233;lite economica e politica si &#232; data ancora una volta appuntamento a Davos dal 28 gennaio al 1&#176; febbraio 2009. Secondo Klaus Schwab, fondatore e presidente del Wef, il 39esimo Forum Economico Mondiale sar&#224; un incontro &#171;da primato in quanto alla quantit&#224; e allo statuto (nel senso di caratura, valore, ndr) dei partecipanti. Ci&#242; riflette la nostra aspirazione nel trovare una soluzione comune ai problemi spinosi che si profilano davanti a noi &#187; (sito internet del Wef). Il boia della Cecenia, Vladimir Putin aprir&#224; il forum, questo d&#224; il tono a una riunione che sar&#224; diretta e condotta dall'&#233;lite del capitalismo mondializzato (globalizzato) che non esita ad affamare tutta una parte della popolazione del pianeta e a distruggerne le condizioni di esistenza. Possiamo dedurne che coloro che hanno prodotto e approfittato della crisi troveranno delle soluzioni a corto termine per salvare i loro interessi. Quella in corso &#232; una gigantesca operazione di spoliazione e di furto che sar&#224; portata avanti: privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Crisi, cambiamenti climatici, guerre: questo &#232; il capitalismo.&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Contrariamente alla propaganda del potere, questa crisi non &#232; il risultato di una sfortunata serie di circostanze e coincidenze o di speculazioni rischiose: le sue radici sono sistemiche (strutturali), &#232; quindi lo stesso sistema con la sua struttura e i suoi meccanismi che bisogna rimettere radicalmente in causa. Il fallimento del modello capitalista non &#232; mai stato cos&#236; evidente come oggi: l'attestano le crisi alimentari, ecologiche ed energetiche oltre che la precarizzazione dei lavoratori, lo sfruttamento, le guerre neocoloniali e il montare permanente del razzismo e del sessismo in tutte le loro forme. Questo modello, sostenuto dai membri e dagli invitati del Wef, &#232; inaccettabile. &#200; necessario trarne le dovute conseguenze e lottare per delle trasformazioni sociali radicali.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Mobilitato da numerosi anni per denunciare il Forum di Davos e le decisioni che vi vengono prese, il movimento anti-Wef subisce da anni la repressione sistematica e la criminalizzazione da parte dello stato. La lista &#232; impressionante: pestaggi da parte delle forze dell'ordine, rastrellamenti, attacchi al gas lacrimogeno, arresti e schedature di massa, circoscrizione e militarizzazione del territorio con chiusura delle frontiere, &#171;misure preventive&#187;... La repressione della contestazione anti-Wef fa parte della messa in opera di politiche d'eccezione. L'obiettivo del potere &#232; chiaramente quello di mettere a tacere il movimento, ma nonostante tutto per il momento non &#232; riuscito a convincere la popolazione che l'ordine dominante attuale sia il migliore e ancora meno in questo periodo di crisi. La legittimit&#224; della critica si rinforza e noi dobbiamo, mobilitandoci, mostrare la nostra determinazione a proseguire, anche se tutto ci&#242; disturba l'ordine stabilito.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Nelle strade contro il WEF, per un altro mondo!&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Organizzare una grande manifestazione a Ginevra nel gennaio del 2009 ha ancora pi&#249; senso nell'ora della crisi mondiale del capitalismo. Ginevra si piazza nel cuore di questo sistema in quanto citt&#224; dei banchieri privati, in quanto sede del Wef e sola citt&#224; al mondo con il principato di Monaco a esserne membro, in quanto paradiso fiscale - rifugio del denaro estorto alle popolazioni - in quanto piazza finanziaria privata e in quanto borsa mondiale di materie prime, in particolare dell'oro e del petrolio. Manifestare a Ginevra in maniera pacifica ma con un contenuto radicale, nel quadro della costruzione di un largo movimento sociale, significa dunque portare le nostre rivendicazioni nel cuore del sistema capitalista. Noi vi invitiamo a costruire insieme un ampio fronte di resistenza su scala internazionale per gettare le basi di un nuovo modello politico, sociale, economico e ambientale radicalmente differente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; il Capitalismo che crea la crisi&lt;br/&gt;
&#200; con il Capitalismo che bisogna finirla!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Grande manifestazione, sabato 31 gennaio, 14h00, rue du Mont Blanc, Ginevra&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Organizzazioni firmatarie (Stato del 10.12.):&lt;/strong&gt;
Action Autonome, ATTAC Suisse, Gauche anticapitaliste, Organisation socialiste libertaire (OSL) Lausanne, Parti du Travail Gen&#232;ve, Parti suisse du travail, POP &amp; Gauche en mouvement, Revolution&#228;rer Aufbau Schweiz, Revolution&#228;res B&#252;ndnis Region Z&#252;rich, R&#233;volutionnaire contre le WEF&lt;/div&gt;
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		<title>1 maggio a Losanna</title>
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		<description>Eravamo in 300 durante la manifestazione rivoluzionaria del primo di maggio a Losanna ad avere espresso alta e forta la nostra opposizione al capitalismo e allo stato. &lt;br /&gt;Abbiamo commemorato la morte degli scioperanti di Chicago uccisi nel 1886 dalla polizia. E, pi&#249; generalmente, di tutte le vittime che miete il capitalismo ogni giorno. Non dimentichiamoci che i governi si succedono l'un l'altro e si assomigliano tutti, ma che la polizia rimane sempre. Che ci si trovi in una apparente (...)


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.autonome.ch/IMG/arton41.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;800&quot; height=&quot;190&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Eravamo in 300 durante la manifestazione rivoluzionaria del primo di maggio a Losanna ad avere espresso alta e forta la nostra opposizione al capitalismo e allo stato.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Abbiamo commemorato la morte degli scioperanti di Chicago uccisi nel 1886 dalla polizia. E, pi&#249; generalmente, di tutte le vittime che miete il capitalismo ogni giorno. Non dimentichiamoci che i governi si succedono l'un l'altro e si assomigliano tutti, ma che la polizia rimane sempre. Che ci si trovi in una apparente democrazia o in una ditatura, il braccio armato del capitale &#232; sempre lo stesso. Ci sono gi&#224; stati troppi morti, vittime della polizia. Non rimane nient'altro che la rabbia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;span class='spip_document_111 spip_documents spip_documents_right' style='float:right; width:71px;' &gt;
&lt;img src='http://www.autonome.ch/local/cache-vignettes/L71xH200/aff1mai-ddb93.png' width='71' height='200' alt=&quot;&quot; style='height:200px;width:71px;' class=' format_png' /&gt;&lt;/span&gt;Loro, la in alto, contribuiscono al nostro successo seminando la miseria; Voi dichiarate la guerra alla gente in basso! Voi ci aprite il cure degli indecisi. Noi ci facciamo germinare i semi di una nuova speranza, no ci coltiviamo l'odio per il sistema e l'amore del prossimo. La repressione non pu&#242; fare nient'altro che rallentarci, ma noi ci stiamo avvicinando inesorabilmente &#224; un nuovo ciclo di rivoluione. Noi siamo l'erba cattiva. Potete uccidere un rivoluzionario ma mai una rivoluzione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sappiamo dove si trovano i veri casseurs. Distruttori di vite, di sogni e di speranze. Eletti per meno della met&#224; della popolazione, dopo averla addormentata con la propaganda, non siete legittimi. Non siamo pronti al dialogo, la nostra violenza cerca solamente la vostra sparizione. Potete dissimularla come incivilt&#224; della giovent&#249;, ma sapete benissimo che non cambier&#224; niente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Action Autonome&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Martedi 31 gennaio, dalle prigioni di Frauenfeld, &#232; stato liberato il prigioniero politico Erdogan E. dopo undici mesi di isolamento.
Erdogan ha fatto richiesta di asilo per cercare di sfuggire all'ergastolo inflittogli dallo stato turco che lo accusa, dal 2002, sulla base di dichiarazione ottenute tramite tortura, dell'uccisione di un poliziotto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In questi mesi di ingiusta carcerazione, si sono sesseguite in tutta la Svizzera, azioni di proteste per chiederne la liberazione.&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Qualche riga per salutarvi e ringraziarvi...&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cari amici,&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;sono stato rilasciato martedi 31.01.07 dalle prigioni di Frauenfeld. Questa decisione non me l'aspettavo ed &#232; bello riessere tra di voi. In realt&#224; c'&#232; molto da dire su questa storia. 11 mesi in isolamento sono stati per me duri e difficili, ma la vostra solidarit&#224; mi ha dato la necessaria forza e coraggio per continuare a lottare. Ora sono finalmente libero e posso ritornare a lottare nella strada insieme a voi. Ora posso con voi cantare canzoni di libert&#224;. In prigione ho aspettato molto questo momento e finalmente &#232; arrivato. Questa &#232; stata una battaglia, abbiamo combattuto e alla fine abbiamo vinto. Ma ora la lotta deve continuare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gli ultimi giorni sono stati molto duri, sto cercando di riabituarmi alla liberta. Ho lasciato una parte di me nella cella. So che molta gente ora attende spiegazioni e racconti, ma in questi giorni &#232; per me molto difficile parlarne in interviste. Desidero per&#242; sottolineare questo: il mio rilascio non &#232; stato un regalo del governo elvetico, ma una conseguenza della nostra lotta.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La lotta va avanti. Ci sono ancora molte persone dentro che rischiano l'espulsione. Il nostro compagno Marco Camenish &#232; ancora in sciopero della fame. &#200; ancora in prigione. Dobbiamo continuare a lottare, per la libert&#224; di tutt* i/le compagn* e contro l'oppresione del capitale!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cari tutti, che per me avete lottato, ci rivedremo sicuramente in strada, l'uno affianco all'altro per continuare a lottare contro le ingiustizie. Ringrazio di cuore tutt* per non avermi lasciato da solo. Se non fosse per voi ora non sarei di certo qui. Devo a voi la mia libert&#224;! Con complicit&#224; nella lotta, vi saluto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La lotta v&#224; avanti, sia dentro che fuori! Libert&#224; per Marco Camenisch! Libert&#224; per tutti i prigionieri rivoluzionari! Contro Stato e Capitale - per la rivoluzione sociale!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Saluti militanti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Erdogan E.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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